lunedì 29 dicembre 2008

It's - oh! - so quiet...

Nevica. E la neve rende tutto più calmo, più tranquillo.
Tranquilla come sono io in questo periodo. Mi ci voleva una pausa dalla frenesia milanese: due settimane nella calma del lago, senza troppo da fare.
Così ricomincio a leggere, attività che ho lasciato da parte per troppo tempo e che mi manca da morire.
[E per fortuna studio letteratura, altrimenti non oso pensare in che buco nero dell'ignoranza sarei finita....!!]
Comunque, dicevo. Sono tornata sul lago.
Alla fine, il lago è un ritorno alle origini. Ritorno alla serenità della routine, a quello che ero, alla famiglia, alle tradizioni...
Risentire il profumo del calicanto e pensare che finalmente è Natale... Riguardare il fuoco nel camino mentre il cane mi ruba l'ennesimo peluche... Rivedere i raggi di sole brillare sulla superficie del lago... Scambiare gli auguri con amici e conoscenti dopo un'ora e mezza di messa di mezzanotte (il prete della mia parrocchia non conosce il dono della sintesi. No.) mentre si sorseggia un po' di vin brulé...
It's - oh! - so quiet...

sabato 20 dicembre 2008

Caro Babbo Natale...

...quest'anno vorrei ricevere solo una sorpresa: una forte emozione e un abbraccio sentito inaspettato.
Buon Natale a Tutti.

venerdì 5 dicembre 2008

Schreiben, schreiben, schreiben...


Non ho il tempo di scrivere e la voglia è ancora meno.
Perché sono - salvo rari casi - profondamente delusa dall'atteggiamento delle persone che ho intorno.
Amicizie che per mancanza di voglia - anche se la scusa è il tempo - non vengono coltivate, discussioni inutili che ricordano molto i bambini dell'asilo, incomprensioni dovute a mancanza di dialogo, scuse non richieste e arrivate troppo tardi...
Nonostante tutto, sono serena.
Serena perché credo d'aver finalmente colmato il vuoto che avevo dentro e che una persona m'aveva lasciato. Perché io ero sinceramente innamorata. Mais c'est la vie...
Serena perché - stranamente - la mia vita è organizzata e - ancor più stranamente - riesco a fare tutto quello che mi ero prefissata.
Serena perché manca poco a Natale. E siamo tutti più buoni.

domenica 9 novembre 2008

Noi che siamo laghee

Manuale per comprenderci

Pachera: ruspa
Peduli: scarpe da ginnastica
La la lì: laggiù
Tirarsi a una: giungere a una conclusione (tempo più limitato?)
Guardar via: (accettiamo suggerimenti)
Perdersi via: (temporeggiare? Accettiamo suggerimenti)
Venire a una: giungere a una conclusione (tempo più lungo?)
Stremire: spaventare
In dree via: cadere all'indietro
Curlasch: accetta
Culdirö: paiolo
Cazuu: mestolo
Pedriö: imbuto
Pulen: tacchino
Legur da tech: gatto
Tosèga: petulante, fastidioso
Fà parè: fingere, attuare una finzione
Và che vòlto là: attenzione, sto cadendo
Stramusciare: stropicciare
Spatafiata: (accettiamo suggerimenti)
Marmitta: zuppiera, ciotola
Corriera: bus
Desbiès: di traverso
Incrusciare: piegare (accettiamo suggerimenti)
Vès dree a fà: stare facendo
Parià: (accettiamo suggerimenti)
Ganassa: borioso

martedì 4 novembre 2008

It's raining, man...

Se bisogna passare novembre da qualche parte, mai farlo - e dico mai - a Milano. Si rischierebbe di diventare un muschio o un lichene.
Da circa due settimane a questa parte piove ininterrottamente, con conseguente sclero e depressione della sottoscritta. Ché la pioggia è bella, ma non in città. E soprattutto non a Milano.
Previsioni per i prossimi giorni? Acqua a catinelle. E se non è quello, allora ci sarà nebbia agli irti colli che piovviginando sale. Ma tiro a indovinare, eh.
Ribadirò fino alla nausea che, dei dodici mesi, novembre è il più inutile. Prima c'è ottobre, con i suoi colori caldi e le foglie che scricchiolano sotto i piedi. Dopo c'è dicembre, con la neve, Natale e tutti i suoi Jingle Bells, Stille Nacht e Tu Scendi Dalle Stelle. Ma che cosa ci si può fare? Nulla. Ci tocca tenere novembre e la sua umidità.
Acqua a parte va abbastanza bene. Se si esclude il fatto che oggi ho avuto un attacco di panico e non ho la minima idea di quale possa essere il motivo. Voglio dire, in genere mi vengono in auto, ma lì so a cosa è dovuto. Invece non riesco a trovare una giustificazione all'attacco di stamattina. Ok che stavo seguendo una lezione su Dante, ok che si parlava di Paolo e Francesca, ok che erano le nove di mattina, ma tutto ciò continua a non avere senso.
Tralasciando gli attacchi di panico, la vita meneghina continua nella completa idiozia: ragazzi che rubano i vestiti a noi povere fanciulle indifese per poi vestirsi come noi e prenderci in giro, contratti di sorellanza e dizionari italiano-laghee, per farci capire dai comuni mortali.
E lo studio va amabilmente a quel paese. Mi metto in testa di studiare cento pagine e a malapena ne finisco venti. Perché mi metto a parlare con questo o con quell'altra, mi fumo una sigaretta, aiuto la coinquilina a comprare dei vestiti, il coinquilino a scegliere il regalo per la madre e le ventiquattro ore finiscono prima che me ne renda conto. Ah, sì, certo, ogni tanto mi ricordo d'andare anche in università. Se avanza il tempo, eh.
Perdo tempo anche riempiendo il muro del mio angolino di stanza con foto e ritagli di giornale, ma devo dire che quest'anno sta venendo proprio bene.

lunedì 13 ottobre 2008

Speravo che, una volta finita la sessione d'esame, riuscissi a scrivere con più frequenza, ma la vita meneghina m'ha travolto nella sua attività frenetica.
Speravo anche di riuscire a leggere e studiare con un po' più di calma, con scarsi risultati.
L'università è ricominciata e ormai faccio comunella con Ale e, più raramente, con Edo. Perché gli altri fanno parte della sfigghitudine che basa la propria esistenza sullo studio, quando dovrebbe capire che ha vent'anni e che si vive una volta sola.
Sono in attesa di una risposta per il lavoro, ho contattato un'impresa d'architettura che cercava una traduttrice, ma ormai si fa tutto con i computer e il lavoro dei miei sogni sta andando a farsi fottere ancora prima di iniziare. Al massimo mi butterò sui call-center, come ogni buona universitaria che si rispetti.
Da novembre inizio il corso di acqua-gym, ché questo mese mi sono dimenticata d'iscrivermi. La dieta inizia a mostrare i suoi effetti (due taglie perse, yeah), ma bisogna rassodare.
Il resto della vita procede normalmente, tra litigi assurdi, convivenza forzata, giri per Milano, incontri piacevolmente inaspettati e aperitivi, of course.

sabato 4 ottobre 2008

Zusammenfassung

La sessione d'esami è finita e posso ritenermi più che soddisfatta. Non ho dato tutti gli esami che avrei voluto - anche se, con il senno di poi, posso affermare che sei esami in un mese sono troppi penso per chiunque -, ma ho portato a casa i miei signori voti.
La casa meneghina s'è riempita nuovamente. Se n'è andata Cami, la quale è riuscita ad entrare all'università di Trento per la specialistica; dovrebbe andarsene anche LaFranca, ma ora che si sveglia a portar via tutto arriva Natale. Per compensare il vuoto è arrivato Ricky, che fischietta e canta tutto il giorno e riesce a imitare perfettamente Tommy, l'amico immaginario di Danny, il bambino di Shining; è arrivato Andrea, che sinceramente non sa né di carne, né di pesce, ma c'è tempo per studiarlo meglio; è arrivata Lalla, meglio conosciuta in CdS come Nelly, la mia sorellina (per modo di dire, ovviamente. Sono una viziata figlia unica, io.), che dividerà la stanza con me e Illy.
Per il resto tutto bene. Tagli di rapporti qua e là, rappacificamenti e via dicendo. Sono zitella ufficialmente, ma almeno ora sono serena.
Giovedì sera sono rientrata nel mondo patinato della Como Che Conta, s'è ghettizzata a Milano in un disco-lounge in zona Porta Romana, meglio conosciuto come Spazio Fitzcarraldo. Se penso che ci ho messo più di un anno ad uscire da quel mondo tutta apparenza e poca sostanza, e che in una sera sono stata ricatapultata in esso, mi sento "sconfitta" (non prendete la frase in modo distruttivo, lo dico col sorriso sulle labbra, nonostante avrei preferito rimanerne fuori).
Dopo aver dato segni della mia presenza, torno al mio mal di testa, che non mi abbandona da una settimana ormai.
(Ah, buon ottobre. Lunedì ricomincia l'università e sinceramente ne sono felice.)