domenica 18 gennaio 2009

Una conversazione degna di questo nome, III

[conversazione lunga e, per di più, inutile. Ma era per spiegare il mio odio verso gli scouts. Senza offesa, ovviamente. Ma anche no.
Abby sono io ed E è un mio amico.]

Abby scrive:
ah, te la dico io una cosa: odio gli scouts
quindi spero per te che tu non sia uno scout
E scrive:
ahaha si ho letto..ma perchè?
Abby scrive:
allora..
da brava studentessa fuori sede
la domenica mi tocca prendere la corriera fino a como per poi prendere il treno a sant'agostino
immancabilmente
su quella cazzo di corriera delle cinqueecinque
c'è una marea di scouts
il che equivale a dire che metà dei posti li occupano loro
e l'altra metà i loro zaini
così io e il mio povero trolley non sappiamo mai cosa fare
e quando si spostano ammazzano la gente
perché togliere lo zaino dalle spalle è troppo difficile
E scrive:
ahahah
è incorporato eh
nascono cosi
Abby scrive:
che poi mi domando
E scrive:
a cosa servono?
Abby scrive:
perché non possono mettersi i pantaloni lunghi?!
E scrive:
ahahah
Abby scrive:
se, va beh, oltre a quello
voglio dire
a cosa serve mettere i pantaloncini se poi hai le calze a mo' di parigine?!
E scrive:
bbauahuahuaahua
volevo dirtelo io!
Abby scrive:
non stai facendo uno spettacolo burlesque, cazzo
vado anch'io in montagna, per carità
ma se metto i pantaloncini e gli scarponi
tento di tenere le calze al livello della caviglia
E scrive:
io invece tento di non ammazzare la gente con lo zaino
Abby scrive:
forse perché hai il cervello per non portarlo più grande di te?!
E scrive:
ahahah
Abby scrive:
io sono insofferente e acida, mai detto il contrario, ma come fai a voler essere uno scout?
ma non ti rendi conto che nuoci all'umanità?
E scrive:
e che tutti ti prendono per il culo,soprattutto
Abby scrive:
esaaaaaaatto
poi, oggi, ce n'era una che era uno spettacolo
tralasciamo le superga per andare in montagna
E scrive:
in gennaio
Abby scrive:
(soprattutto in una giornata uggiosa, ma va beh)
le calze A RIGHE ROSA E GIALLE
e non rosa e gialle tenui
facevano concorrenza ai miei evidenziatori
E scrive:
erano per distogliere il pensiero dalle superga
Abby scrive:
e sopra.. ta-daaaan! il cappotto
ma vai in montagna con il cappotto?!
E scrive:
auhauhauhhau
Abby scrive:
neanche io arrivo a tanto, dai
E scrive:
perché non in frac?
Abby scrive:
che poi, ero convinta che le calze fossero parte della divisa che ti danno
ma, a quanto pare, no...
ovviamente non mancava lo zaino extra large
secondo me vanno in base all'altezza
E scrive:
come gli sci
Abby scrive:
"sei un metro e cinquanta... mmh... direi che uno zaino di due metri può andare bene per te, puoi rompere abbastanza i coglioni"
E scrive:
ahahah
Abby scrive:
e io che perdo pure tempo a parlare di questi esseri inutili!!
[La conversazione va avanti, ma vi risparmio il resto.]

domenica 4 gennaio 2009

Ritratto di famiglia

Mio padre sdraiato sul divano a due posti.
Mia madre seduta sulla chaise longue.
Il cane dorme sul divano a tre posti.

E la figlia dove, se non per terra?

Che stupida, e io che pensavo che i cani dovessero stare sul pavimento.

venerdì 2 gennaio 2009

Ingrassare di dieci chili in un giorno

Tra i tanti casi patologici della mia famiglia, c'è mia zia.
Mia zia è una di quelle classiche donne quasi-cinquantenni con sindrome pre-menopausa e la fissa per il grasso.
Lei non è una di quelle persone che pensano: "ok, ho quasi cinquant'anni ma ho un fisico che può fare invidia a molti!". No, lei pensa: "ho quarantasette anni e sono grassa". In realtà il suo unico problema è il non riuscire ad accettare il fatto che il corpo non è più quello di una ventenne e dovrebbe cercare di scendere a compromessi tra quello che vuole e quello che può obiettivamente ottenere.
Fatto sta che si ciba solo di insalata. Penso possa fare concorrenza a una capra.

Il destino vuole che suo marito sia evidentemente in sovrappeso. Mia zia passa le giornate a struggersi su come poter smuovere mio zio dalla sedia. Con scarsi risultati, aggiungerei.
Un giorno arriva raggiante a casa nostra esclamando che il suddetto coniuge aveva perso la bellezza di dieci chili.
Io un po' perplessa lo ero. Certo, io sono un caso umano e non m'accorgo mai se una persona dimagrisce o ingrassa, però una differenza di dieci chili un pochettino si dovrebbe notare. O no?
Poco tempo dopo mio zio, magicamente dimagrito di dieci chili, si trova a dover affrontare un controllo medico, nel quale si deve anche pesare.

E, magia! I chili sono tornati!
Una volta riferito questo a mia zia, lei, non ancora convinta di doversi aggiungere dieci chili al suo peso, ha voluto la riconferma con la bilancia di casa nostra, che ha infranto ogni suo sogno e speranza.

Il risultato? Mangia ancora più insalata ed è a un passo dall'esaurimento nervoso.

martedì 30 dicembre 2008

Vielen Dank!

Tirando le somme dell’anno, per molti versi da dimenticare, ho deciso di ringraziare alcune persone…

[l’ordine è alfabetico, non per importanza]

GRAZIE A…

- Alessandra: perché solo con lei potrei laurearmi nel trentennale dall’iscrizione;
- Andrea P: per le risate e le bevute;
- Andrea T: per i momenti passati insieme e le emozioni mai provate prima;
- Beatrice: perché rimarrà sempre la costante della mia vita, nonostante se ne sia andata da quasi un decennio;
- Cleofe: per la sua acidità;
- Daniele: per le chiamate a orari improponibili;
- Elisa: per avermi schiarito le idee;
- Federica: per le nostre reunion improvvisate;
- Francesca: perché la ammazzerei tutti i giorni, ma in lei so di trovare una vera amica;
- Giacomo: per la sua misantropia;
- Ilaria: perché non potrei avere una compagna di stanza migliore;
- Laura: per i patti di sorellanza;
- Mauro: per la pazienza;
- Roberto: per farmi sempre sentire desiderata;
- Silvia: per le lezioni di linguistica generale nell’aula del pocket coffee;
- Thomas: per i discorsi filosofici sul balcone fumatori;
- Valentina: per i ragionamenti che solo io riesco a interpretare;
- Veronica: per le lezioni di crucco, la via della perdizione e il primo anno accademico passato fin troppo in fretta.
Grazie per aver reso questo duemilaotto migliore.

lunedì 29 dicembre 2008

It's - oh! - so quiet...

Nevica. E la neve rende tutto più calmo, più tranquillo.
Tranquilla come sono io in questo periodo. Mi ci voleva una pausa dalla frenesia milanese: due settimane nella calma del lago, senza troppo da fare.
Così ricomincio a leggere, attività che ho lasciato da parte per troppo tempo e che mi manca da morire.
[E per fortuna studio letteratura, altrimenti non oso pensare in che buco nero dell'ignoranza sarei finita....!!]
Comunque, dicevo. Sono tornata sul lago.
Alla fine, il lago è un ritorno alle origini. Ritorno alla serenità della routine, a quello che ero, alla famiglia, alle tradizioni...
Risentire il profumo del calicanto e pensare che finalmente è Natale... Riguardare il fuoco nel camino mentre il cane mi ruba l'ennesimo peluche... Rivedere i raggi di sole brillare sulla superficie del lago... Scambiare gli auguri con amici e conoscenti dopo un'ora e mezza di messa di mezzanotte (il prete della mia parrocchia non conosce il dono della sintesi. No.) mentre si sorseggia un po' di vin brulé...
It's - oh! - so quiet...

sabato 20 dicembre 2008

Caro Babbo Natale...

...quest'anno vorrei ricevere solo una sorpresa: una forte emozione e un abbraccio sentito inaspettato.
Buon Natale a Tutti.

venerdì 5 dicembre 2008

Schreiben, schreiben, schreiben...


Non ho il tempo di scrivere e la voglia è ancora meno.
Perché sono - salvo rari casi - profondamente delusa dall'atteggiamento delle persone che ho intorno.
Amicizie che per mancanza di voglia - anche se la scusa è il tempo - non vengono coltivate, discussioni inutili che ricordano molto i bambini dell'asilo, incomprensioni dovute a mancanza di dialogo, scuse non richieste e arrivate troppo tardi...
Nonostante tutto, sono serena.
Serena perché credo d'aver finalmente colmato il vuoto che avevo dentro e che una persona m'aveva lasciato. Perché io ero sinceramente innamorata. Mais c'est la vie...
Serena perché - stranamente - la mia vita è organizzata e - ancor più stranamente - riesco a fare tutto quello che mi ero prefissata.
Serena perché manca poco a Natale. E siamo tutti più buoni.