I'll be back, I promise.
sabato 29 dicembre 2012
giovedì 15 novembre 2012
Caro il mio Rob, perché hai sempre ragione?
In questo momento sei un po' come un pilota di jet che deve guidare la nave dei pirati in un parco dei divertimenti. Fai pensare a un grande chef costretto a cercare i suoi ingredienti in un piccolo supermercato di quartiere. In altre parole, Gemelli, probabilmente ti senti un po' fuori luogo e sminuito, anche se ti stai divertendo. La cosa migliore che puoi fare è aspettare che il destino ti mostri come correggere la rotta. Nel frattempo, cerca di rimanere equilibrato e in pace con te stesso.
giovedì 31 maggio 2012
Dolorosi addii e nuovi inizi
Ho lasciato Milano in una soleggiata giornata di metà maggio.
Un addio sofferto e combattuto, incerta fino all'ultimo se restare o andarmene.
Perché a me Milano piace, e molto. Si respira aria di possibilità, di voglia di fare. Tutto quello che c'è di criticabile in quella città, è detto da una persona che non ci ha mai vissuto.
Pure io cinque anni fa non volevo trasferirmi e ora mi ritrovo a sentirne la mancanza.
Mi ci vedo a vivere lì in pianta stabile. Sarà che ho avuto la fortuna di vivere in una zona molto bella e centrale quale è Porta Romana, ma anche girandola in lungo e in largo, non ho ancora trovato una zona che si possa definire brutta.
Sono tornata sul lago, per un lavoro inaspettato che sarebbe stato da stupidi non accettare.
Ora lavoro come Private Concièrge per le suites di un albergo. Lavoro particolare, a volte noioso, a volte ricco di avvenimenti.
Fino a ottobre la mia vita sarà così, poi chissà, magari mi torna la voglia di fare la specialistica, ne ho trovata una in Organizzazioni delle Imprese Turistiche che non sembra male.
(perché nel mentre, grazie a un corso, ho scoperto che di traduzione non potrò vivere, quantomeno in Italia dove ti pagano una miseria)
Ma per quello c'è tempo, per ora vivo il presente.
sabato 25 febbraio 2012
domenica 12 febbraio 2012
Ciao Pauline!, Jonathan Carroll
«Grazie.»
«Di cosa? Quegli occhiali sono davvero da VIP in incognito. Sbaglio, o ti chiami Veronica Lake?»
«Non scherzo Sam. Grazie per avermi raccontato la tua storia. Aprirsi così è un gesto pericoloso, rende indifesi e vulnerabili. Credo che a me sia capitato tre volte, in tutta la mia vita.»
«Pensi che mi racconterai mai la tua storia?»
Si sfilò gli occhiali e li posò sul tavolino. I suoi occhi luccicavano di lacrime. «Ancora non so. Il primo che dice "Ti amo" ha perso. Quest'idea mi ha sempre spaventata. Tu sai già che io ti amo. Se anch'io ti racconto tutta la mia storia e poi le cose tra noi vanno male, non mi rimarrà un granché.»
«Sembra che tu faccia parte di una di quelle tribù che pensano che se qualcuno le fotografa, ruberà le loro anime.»Si strofinò forte gli occhi con le mani. «La tua storia è la tua anima. Più si sta con qualcuno, più gli si dà fiducia, maggiore è il desiderio di raccontare. Sono convinta che quando incontri il compagno ideale gli dici tutto, finché non ti rimane più nulla. A quel punto tutto ricomincia da capo, e la storia è diventata di entrambi.»
«Niente separazione tra Stato e Chiesa? Si condivide anche lo stesso spazzolino?»
Quando rispose, il tono della sua voce era basso ma determinato: «Si comprano due spazzolini blu identici e li si tiene nello stesso bicchiere, così non si saprà mai a chi appartengono. Il tuo è mio e il mio è tuo.»
«Quello sì che è essere vicini, Veronica.»
venerdì 10 febbraio 2012
Guida Galattica per gli Autostoppisti, Douglas Adams
Fook tirò un gran sospiro e guardò Lunkwill.
- Possiamo andare avanti e farti le domande previste?
Lunkwill gli fece segno con la mano di aspettare un attimo.
- Che computer è, questo di cui parli?
- Ho già detto abbastanza su di esso, per il momento - rispose Pensiero Profondo. - Ora chiedetemi quello che volevate chiedermi.
I due programmatori si diedero un'occhiata, stringendosi nelle spalle. Fook assunse un'aria di grande compostezza.
- O Computer Pensiero Profondo - disse - il compito per il quale ti abbiamo progettato è questo: vogliamo che tu ci dia la Risposta!
- La Risposta? - ripeté Pensiero Profondo. - La Risposta a cosa?
- Alla vita! - esclamò Fook.
- All'universo! - disse Lunkwill.
- A tutto! - esclamarono all'unisono.
Pensiero Profondo fece una pausa per riflettere.
- Difficile - disse alla fine.
- Ma ce la puoi fare?
Il Computer fece un'altra pausa significativa.
- Sì - affermò. - Ce la posso fare.
- C'è una risposta? - chiese Fook col fiato sospeso.
- Una risposta semplice? - puntualizzò Lunkwill-
- Sì - disse Pensiero Profondo. - La Vita, l'Universo e Tutto. Sì, c'è una risposta. Ma devo rifletterci su.
giovedì 2 febbraio 2012
Quant'è bella la mia bimba!
E sì, quello è l'aspetto di una persona che ha passato l'ultima settimana sveglia fino all'alba per rispettare le tempistiche.
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