martedì 4 novembre 2008

It's raining, man...

Se bisogna passare novembre da qualche parte, mai farlo - e dico mai - a Milano. Si rischierebbe di diventare un muschio o un lichene.
Da circa due settimane a questa parte piove ininterrottamente, con conseguente sclero e depressione della sottoscritta. Ché la pioggia è bella, ma non in città. E soprattutto non a Milano.
Previsioni per i prossimi giorni? Acqua a catinelle. E se non è quello, allora ci sarà nebbia agli irti colli che piovviginando sale. Ma tiro a indovinare, eh.
Ribadirò fino alla nausea che, dei dodici mesi, novembre è il più inutile. Prima c'è ottobre, con i suoi colori caldi e le foglie che scricchiolano sotto i piedi. Dopo c'è dicembre, con la neve, Natale e tutti i suoi Jingle Bells, Stille Nacht e Tu Scendi Dalle Stelle. Ma che cosa ci si può fare? Nulla. Ci tocca tenere novembre e la sua umidità.
Acqua a parte va abbastanza bene. Se si esclude il fatto che oggi ho avuto un attacco di panico e non ho la minima idea di quale possa essere il motivo. Voglio dire, in genere mi vengono in auto, ma lì so a cosa è dovuto. Invece non riesco a trovare una giustificazione all'attacco di stamattina. Ok che stavo seguendo una lezione su Dante, ok che si parlava di Paolo e Francesca, ok che erano le nove di mattina, ma tutto ciò continua a non avere senso.
Tralasciando gli attacchi di panico, la vita meneghina continua nella completa idiozia: ragazzi che rubano i vestiti a noi povere fanciulle indifese per poi vestirsi come noi e prenderci in giro, contratti di sorellanza e dizionari italiano-laghee, per farci capire dai comuni mortali.
E lo studio va amabilmente a quel paese. Mi metto in testa di studiare cento pagine e a malapena ne finisco venti. Perché mi metto a parlare con questo o con quell'altra, mi fumo una sigaretta, aiuto la coinquilina a comprare dei vestiti, il coinquilino a scegliere il regalo per la madre e le ventiquattro ore finiscono prima che me ne renda conto. Ah, sì, certo, ogni tanto mi ricordo d'andare anche in università. Se avanza il tempo, eh.
Perdo tempo anche riempiendo il muro del mio angolino di stanza con foto e ritagli di giornale, ma devo dire che quest'anno sta venendo proprio bene.

2 commenti:

ha detto...

il ritaglio con una "te" versione fumetto attaccato alla parete mi ricorda qualcosa (:
baci tesora*

Abby ha detto...

sì, sì... è quello che hai fatto tu...